Grandi libri per piccoli archeologi

Cosa vuoi fare da grande?

Alzi la mano chi, quand’era ragazzino, non si è sentito porre la fatidica domanda: “Cosa vuoi fare da grande?”. Al di là delle risposte più bizzarre e insolite – “il cavaliere”, “il domatore di leoni”, “la trapezista” –, suggerite da letture o suggestioni cinematografiche, è assai difficile che a 9 o a 10 anni un bambino possa avere già le idee chiare riguardo il suo futuro. Ci sono le eccezioni, certo, ci sono sogni e passioni che germogliano durante l’infanzia e crescono e si rafforzano con gli anni e lo studio. Ma non cambiare mai idea durante il proprio percorso è complicato; ci sono ostacoli, difficoltà, ripensamenti, tentennamenti e poi, sempre più, la realtà ci obbliga oggi ad una flessibilità che in ambito lavorativo si traduce in una capacità di rimettersi in gioco più e più volte nel corso della propria vita.

In che modo, allora, trovare la giusta ispirazione per iniziare a progettare il proprio futuro?

Ariel, una ragazzina di 11 anni con una grande passione per la lettura, la scienza, la musica, ha deciso di provare a capire quale lavoro appagante possa davvero fare al caso suo, intervistando dieci grandi uomini e donne della scienza che sono riusciti a raggiungere importanti traguardi professionali.

Ariel allo stand della casa editrice Editoriale Scienza alla Bologna Children’s Book Fair (1-4 aprile 2019).

Da questo suo progetto di ricerca e di scrittura, intrapreso quando aveva 9 anni, ne è nato un libro, di recente pubblicato da Editoriale Scienza: Da grande farò… 10 grandi si raccontano a una piccola sognatrice, di Ariel Spini Bauer, con le illustrazioni di Maria Gabriella Gasparri.

Tra gli intervistati figurano, tra gli altri, l’ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi, il divulgatore scientifico Piero Angela, l’astronauta Paolo Nespoli, lo scrittore Paolo Giordano.

Come una piccola giornalista in erba, Ariel ha raccolto informazioni sui dieci personaggi da intervistare, li ha incontrati di persona o ha chiacchierato con loro in videochat o al telefono, ha provato a ricostruire la loro infanzia e a individuare il preciso momento in cui nella loro testa si è palesato un sogno e la volontà di perseguirlo con costanza e passione, ha raccolto dalle loro parole consigli e sollecitazioni ad andare avanti e cercare la propria strada.

Ariel conversa su skype con Paolo Nespoli.

Tra le storie raccolte dalla giovane Ariel, ce n’è una che più di altre ha catturato la mia attenzione e mi ha fatto drizzare le antenne. È quella di Ausilio Priuli, il fondatore dell’Archeopark di Darfo Boario Terme, un parco a tema, interamente dedicato alla preistoria, unico nel suo genere.

Ariel e Ausilio Priuli.

Qui, attraverso esperienze sensoriali, visive e manuali fortemente suggestive e di grande impatto emotivo, i visitatori, adulti e bambini, possono esplorare l’interno di una grotta di 10.000 anni fa, impugnare gli attrezzi di un agricoltore all’interno di una fattoria neolitica, sostare nella capanna di un grande villaggio palafitticolo o raggiungere, in cima alla collina, il castelliere, un villaggio fortificato simile a quelli qui presenti 3000 anni fa. Tutto è stato ricostruito in maniera scientifica e puntuale, per offrire davvero l’impressione di essere stati catapultati indietro nel tempo.

L’Archeopark (da:
www.archeopark.net/ ).

La passione di Ausilio Priuli per l’archeologia nasce quando era piccolo; la sua era una famiglia poverissima e in casa doveva aiutare come meglio poteva i suoi genitori. Ma quando aveva del tempo libero, saliva in cima ai Massi di Cemno, nella Val Camonica, e si divertiva a cercare sulle pareti rocciose le incisioni rupestri raffiguranti animali, figure umane stilizzate o armi. Col tempo divenne talmente esperto di questo straordinario patrimonio rupestre che in giro si sparse la voce e la rivista Le vie d’Italia del Touring Club, nel 1963, gli dedicò un articolo: chi voleva vedere dal vivo le incisioni della valle, poteva rivolgersi a questo giovanissimo ma esperto accompagnatore.

Persino l’allora Soprintendente Archeologico della Lombardia, Mario Mirabella Roberti, volle conoscere di persona il giovane Ausilio e rimase a tal punto incantato dalla sua vivace intelligenza e grande passione da proporgli di partecipare alle sue campagne di scavo. Fu quello l’inizio di un lungo e tortuoso percorso di studio e lavoro che avrebbe poi portato Ausilio Priuli a diventare uno dei massimi esperti delle incisioni rupestri della Val Camonica e un giorno, poi, a fondare l’Archeopark.


Che cosa vuol dire per te fare l’archeologo?, gli chiede Ariel.


Non mi limito a cercare incisioni rupestri o a scovare reperti ma tento di capire anche le funzioni di questi oggetti: provo a ricostruirli e usarli, tento di rivivere il modo di ingegnarsi degli uomini primitivi con quanto si presume avessero a disposizione. Nello stesso tempo sono un archeologo che cerca di aiutare quelli che non sono archeologi né storici a capire il mondo degli esseri umani che ci hanno lasciato questi reperti, che non sono dei semplici oggetti ma “pezzi” di vita.

Dunque, il compito dell’archeologo non è solo quello di scavare e scovare nella terra oggetti e storie sepolte da secoli, ma anche di restituire a tutti l’incanto e il valore profondo di quei pezzi di vita per troppo tempo dimenticati. Ed è qui che entra in campo il ruolo prezioso del divulgatore che, per essere davvero definito tale, deve – come giustamente suggerisce ad Ariel Piero Angela – possedere tre importanti requisiti: deve sempre controllare le fonti e verificare che siano attendibili, approfondire e intervistare gli esperti del settore e infine scrivere, ovvero raccontare al meglio la scienza.

Non capita tutti i giorni e a tutti i bambini di chiacchierare al telefono con Piero Angela o su skype con Paolo Nespoli. Probabilmente quando Ariel sarà grande e riprenderà in mano questo suo libro, scritto a soli 11 anni, si renderà conto di quanto fortunata sia stata a poter discorrere di vita, sogni, insegnamenti, scuola con uomini e donne che un segno, piccolo o grande che sia, nella storia scientifica nazionale e internazionale l’hanno lasciato e lo stanno lasciando.

Di certo scrivere questo libro le è servito ad avere ben chiara una cosa, che è poi quella per cui tutti i ragazzi e le ragazze dovrebbero leggerlo: bisogna fare le cose che piacciono e in cui si crede, anche se costa fatica e sacrifici, anche se la strada per raggiungere il traguardo è lunga e accidentata e le scorciatoie non riducono il percorso ma lo sviliscono e svuotano di senso. Non bisogna mai rinnegare sé stessi e rinunciare alle proprie passioni, ma essere sempre fedeli a quello che si è e ogni giorno impegnarsi per tenere viva e ardente quella fiammella che arde dentro ciascuno di noi.

Certo, bisogna mettere in conto che spesso i risultati non si raggiungono o si conquistano tardi, e che i fallimenti sono dietro l’angolo.

Ma la vita in fondo è questo: cadere e poi rialzarsi e tentare ancora e ogni volta non perdere mai di vista l’obiettivo. Qualcosa da grandi di sicuro la faremo.  

Da grande farò... 10 grandi si raccontano a una piccola sognatrice

10 grandi si raccontano a una piccola sognatrice

Book Cover: Da grande farò...
Editions:Hardcover (Italian): € 14,36 EUR
Pages: 144

Ariel ha dodici anni e una grande curiosità: che cosa fare da grande? Per scoprirlo intervista dieci grandi, dieci adulti che hanno fatto grandi cose nella vita, in campi ognuno molto diverso: l'ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli Finzi, l'astronauta Paolo Nespoli, il divulgatore Piero Angela, lo scrittore Paolo Giordano, Fabiola Gianotti direttrice del CERN di Ginevra... Sono dialoghi pieni di sorprese, di umanità, di dettagli personali e spunti inaspettati. Incontri fortunati, da raccontare e condividere, per far sognare tanti altri bambini. "Perché tutti, a questo mondo, abbiamo lo stesso diritto di inseguire i nostri sogni", come recita l'introduzione di Alberto Mantovani.
Età di lettura: da 8 anni.

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Publisher: Editoriale Scienza
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