Grandi libri per piccoli archeologi

Portico d’Ottavia

Il palazzo a Via Portico d’Ottavia 13 non è fatto di case come tutte le altre. Quelle mura sono state lo scenario in cui le piccole storie di tante famiglie si sono mescolate e intrecciate per sempre con la Storia con la S maiuscola, quella che non pensiamo mai che possa toccarci da vicino, quella che oggi non vorremmo essere qui a raccontare, a ricordare.

E’ un capitolo brutto della storia dell’uomo, quello scritto la mattina del 16 Ottobre 1943, quando gli Ebrei di Roma vengono catturati dai nazisti e condotti verso i campi di concentramento. Molti di loro non sono tornati mai nelle loro case.

Anna Foa, docente di Storia Moderna all’Università di Roma La Sapienza, è andata ad abitare in uno degli appartamenti del palazzo e si è trovata dentro una casa che parla.

Parlano i suoi muri, parlano le sue scale, i ballatoi e i corridoi e lei decide di scrivere un libro che ha come protagonista questa singolare casa per ridare l’anima alle persone che la abitavano in quei giorni terribili dell’occupazione.

Nasce così il libro “Portico d’Ottavia 13. Una casa del ghetto nel lungo inverno del ‘43″, uscito per Laterza nel 2013. Due anni dopo, arriva un adattamento per bambini, Portico d’Ottavia nella collana Celacanto (Laterza 2015), elaborato con Carola Susani e raccontato attraverso le bellissime illustrazioni di Matteo Berton.

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Perché non ci sono storie che ai bambini non possano essere raccontate.

E in Portico d’Ottavia è proprio una bambina, Costanza, che abitava allora la casa che ora è di Anna, a prendere per mano l’autrice e ad accompagnarla in un viaggio nel passato che la porterà a ricostruire le storie delle famiglie che vivevano nel palazzo, a ricordare i nomi dei bambini, dei papà, delle mamme e dei nonni, a restituire colori e suoni a quelle stanze che oggi sono ancora lì, intrise di tante vite spezzate dall’odio.

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Portico d’Ottavia è un libro di passi di stivali sulle scale, di sussurri, di grida, di fughe sui tetti, di porte lasciate aperte che lasciano vedere l’interno delle case di chi è partito troppo in fretta, ma anche di giochi di bambini, di canti e di storie familiari, di professioni e di nomi.

Tanti i nomi che Costanza ricorda ad Anna. E poi la fuga sua e della sua famiglia, raccontata con gli occhi di una bambina che dentro di sé ripete una filastrocca ma si rende conto benissimo di quello che sta accadendo:

Venti passi da formica. Cinque passi da gazzella. Sembrava. Invece era solo questo: scappavamo dai nazisti, mentre le scarpe si stavano fracicando. Ed era quello, l’acqua nelle scarpe, che ci faceva sentire più indifesi.

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La casa dopo la deportazione è rimasta vuota per molto tempo, immersa nel silenzio. Non era più viva, non era più abitata, era soltanto pietra. […] Poi poco a poco alcuni di noi cominciarono a tornare.

La vita piano piano si riappropria della casa, a confermare una volta di più che l’uomo è capace di sopravvivere a tutto. Anche quando sembra che l’unica parola possibile sia “fine”.

Una storia che non avremmo mai dovuto vivere, ma che vogliamo raccontare anche ai bambini, perché non ci sono storie che ai bambini non possano essere raccontate. Soprattutto attraverso libri come questo.

Portico d'Ottavia

Book Cover: Portico d'Ottavia
Editions:Hardcover (Italian): € 18,00 EUR
ISBN: 978-8858117231
Pages: 56

Quel giorno dell'ottobre 1943 la donna fantasma si muoveva per tutta la Casa e gridava a tutti: "Scappa, scappa". Si racconta che quella mattina la si incontrasse sulla soglia degli appartamenti vuoti, nei quadri delle finestre, sui tetti. Arrivava in un fruscio e si dice che sussurrasse: "Presto, fate presto". Età di lettura: da 6 anni.

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Publisher: Editori Laterza
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