Grandi libri per piccoli archeologi

Bambini di ieri e di oggi a confronto

Nella maggior parte dei sussidiari scolastici in circolazione, la storia è quasi sempre raccontata da un punto di vista maschile: “gli uomini aravano i campi, combattevano, cacciavano, costruivano case…”. Le donne, se presenti, sono confinate tra le mura domestiche, dedite alle faccende di casa e alla cura della propria famiglia. E i bambini? Di infanzia non si parla quasi mai. Ad un bambino/a in età scolare, che per la prima volta si accosta allo studio della storia, non è pertanto concesso sapere cosa facessero i suoi coetanei di molti secoli addietro ed è, dunque, preclusa quella possibilità di immedesimazione che agevola la comprensione dei fatti e delle dinamiche storici e che consente di cogliere analogie e differenze tra passato e presente.

Per questa ragione, la nascita di una nuova collana della casa editrice romana Lapis, interamente dedicata ai “Bambini nell’antichità” e realizzata in collaborazione con il British Museum – con un’istituzione museale che, della civiltà egizia, conserva non poche testimonianze materiali –, costituisce un buon segno, nella misura in cui ribalta la prospettiva secondo la quale la storia viene tradizionalmente insegnata e offre una narrazione che privilegia il punto di vista dei bambini.

Il primo volume, da poco pubblicato, è Vita dei bambini nell’antico Egitto. Usi, costumi e stranezze della terra dei faraoni, scritto da Chae Strathie e illustrato da Marisa Morea.

La prima cosa che sorprende di questo libro è lo stile ironico e talora dissacrante con cui l’autore propone un confronto continuo tra le abitudini e le attività quotidiane dei bambini del mondo d’oggi e quelli egizi, spaziando dall’ambito domestico a quello scolastico, dalla vita nei campi a quella in bottega. La conoscenza si trasforma in gioco e pagina dopo pagina il giovane lettore scopre che quelle che considera sciagure, dovute al fatto di essere troppo piccolo/a – come ad esempio, avere un fratello o una sorella che fruga tra le proprie cose o essere costretto/a dalla propria mamma a sbrigare qualche lavoretto in casa –, non sono nulla in confronto agli obblighi e alle incombenze che pesavano sulle teste dei fanciulli nell’antico Egitto.

Per prima cosa i bambini che abitavano sulle torride sponde del Nilo non indossavano vestiti, se non abiti succinti che coprivano a malapena le pudenda, oppure i loro indumenti erano identici a quelli dei propri genitori; un’usanza che oggi creerebbe non poco imbarazzo.

Vivere poi in una famiglia egizia, soprattutto se povera, comportava non pochi disagi e fatiche; innanzitutto si viveva in case fatte di fango, con le grate alle finestre per impedire che qualche animale selvatico o scorpione si intrufolasse all’interno, poi bisognava dividere gli spazi a disposizione con molti fratelli e sorelle e aiutare a rigovernare la casa o a tenere a bada i più piccoli.

La scuola non era per tutti: solo i figli maschi delle famiglie più ricche avevano la possibilità di ricevere una regolare istruzione, mentre le donne venivano educate a casa; tutti gli altri bambini, invece, già dai tre anni, contribuivano al ménage famigliare come meglio potevano (facendo la spesa o governando gli animali), per poi, una volta cresciuti, imparare un mestiere – il sarto o il vasaio o lo scultore – che sgravasse i loro genitori dal peso di sfamare tante bocche.

Le punizioni erano molto severe per tutti: chi andava a scuola e commetteva qualche marachella, rischiava di dover ricopiare una stessa frase più volte su interi rotoli di papiro, tutti gli altri potevano essere sculacciati, trascinati per i piedi o legati come salami. Per non parlare del cibo che i bambini mangiavano ogni giorno – pesce, verdura, frutta, roba, uova di struzzo, cipolle – o degli intrugli che erano costretti a sorbirsi in caso di malattie: sangue di mosca o di uccello, cacca di mucca.

Insomma, vivere nell’antico Egitto non era certo uno spasso, eppure ciò nonostante i bambini dell’epoca riuscivano ugualmente a divertirsi con poco, avevano, soprattutto, molte più occasioni per stare all’aria aperta e giocare con i propri compagni. Erano abili nuotatori, dal momento che abitavano sulle rive del Nilo, e poco importa che qualche volta rischiassero di essere morsi da un coccodrillo, e poi si cimentavano in tantissimi giochi: il tiro alla fune, le acrobazie, la ruota, la cavallina… Svaghi e divertimenti semplici e genuini che alleviavano il peso delle fatiche domestiche e accrescevano il piacere di stare in gruppo.

Quello che questo libro offre ad un giovane lettore moderno è la possibilità di conoscere della civiltà egizia aspetti, abitudini e stravaganze, generalmente trascurati o troppo frettolosamente trattati a scuola o in altri libri, ma soprattutto l’occasione di percepire in modo concreto quanto, nonostante le notevoli diversità, essere bambino nell’antico Egitto non è poi tanto diverso dall’essere un bambino nel 2019. Capricci, paure, desideri, entusiasmi e bisogni fanno parte del DNA dei bambini di tutte le epoche e sopravvivono inalterati allo scorrere del tempo e al succedersi di catastrofi, cambiamenti e progressi.

La leggerezza e ironia della scrittura trovano piena rispondenza nello stile un po’ naïf delle illustrazioni dai toni pastello: i personaggi delle storie sono ritratti come delle silhouette stilizzate ma con grandi occhi assai vivaci, la cui espressività conferisce dinamismo ed eloquenza ad ogni scena rappresentata. Sicché, nonostante vi sia un’armonica combinazione tra testo e immagini, i livelli di lettura possibili sono diversi: solo testo, solo immagini, immagini e fumetti, consentendo anche a quegli scolari che non hanno ancora piena dimestichezza con la lettura di godere della narrazione.

I vari temi sono articolati in sezioni, distinte per colore (la famiglia, la casa, la disciplina, il cibo, la medicina e la salute, ecc.), che aiutano il lettore ad orientarsi tra i molteplici approcci alla conoscenza del popolo egizio e a meglio memorizzare le informazioni fornite.

Il risultato è un libro colorato, divertente, intelligente, che rende più famigliare e meno estranea e noiosa la storia di un popolo vissuto migliaia di anni fa.

Non ci resta che attendere il prossimo volume della collana.

Vita dei bambini nell'antico Egitto

Book Cover: Vita dei bambini nell'antico Egitto
Editions:Hardcover: € 13,51
Pages: 64

Un libro per scoprire le differenze tra la vita dei bambini di oggi e quella dei loro coetanei nell'antichità. Scorpioni gialli dal morso letale, cobra velenosissimi, montagne di cacca da spalare e bacchettate in testa se a scuola non rigavi dritto. I bambini si divertiranno un mondo a scoprire come vivevano i loro coetanei nell'antico Egitto, tra analogie e differenze: vestiti, tagli di capelli, educazione, salute, vita in famiglia e tanto altro ancora.
Età di lettura: da 7 anni.

Published:
Publisher: Edizioni Lapis
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