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5 storie da raccontare ai bambini ad Atene

Quando si visita una città all’estero non è sempre semplice stimolare la curiosità di tutta la famiglia, e in particolare dei bambini. La lingua straniera è sempre un ostacolo: anche leggere poche informazioni su un pannello può aiutare a imprimere nella memoria un nome particolare o a stimolare domande, e se spesso è difficile tradurre un’altra lingua per gli adulti, figurarsi per i bambini. Insomma, non è raro che questi ultimi tornino in classe dopo le vacanze e non riescano a ricordarsi nemmeno che cosa hanno visitato. Per questo motivo il compito dei genitori in un viaggio all’estero è ancora più duro e importante che in una visita in Italia.

Un modo tra i più semplici per interessare i bambini è quello di raccontare storie che prendano spunto dal luogo in cui si trova. Per questo motivo nel post di oggi andiamo insieme in Grecia, ad Atene, città in cui le storie non mancano di certo. Ve ne raccontiamo 5 che prendono spunto dalle aree archeologiche che, in generale, sono il luogo per eccellenza dove i nostri piccoli viaggiatori fanno più fatica se non adeguatamente coinvolti. Partiamo subito!

1. Atena e Poseidone

Chi di voi non va ad Atene per visitare l’Acropoli? Tra la miriade di storie che si potrebbero raccontare ne scegliamo una tra le più famose, quella della sfida tra Atena e Poseidone per l’Attica: avrebbe vinto la sfida chi avesse offerto il dono migliore. Poseidone con il suo tridente aprì una fenditura nella roccia da cui sgorgò l’acqua: dall’acqua uscì un cavallo, il dono del dio del mare. Atena invece, colpendo la terra con il piede, fece germogliare il primo olivo del mondo. Gli altri dei, giudici della gara, diedero la vittoria ad Atena. Da quel giorno la città venne chiamata Atene in onore della dea.

Il luogo migliore per raccontare questa storia è sull’Acropoli, all’Eretteo. Questo tempio infatti era dedicato Atena Poliade (che significa protettrice della città) ed era il vero e proprio luogo di culto della storia leggendaria della città. Andando di fronte al portico, sul lato opposto a quello con le famose Cariatidi, sporgendovi verso di esso e guardando il soffitto vedrete un buco. Il buco non è casuale ma è stato realizzato appositamente per indicare il punto in cui Poseidone fece passare il suo tridente per poi piantarlo in terra. Il portico è stato costruito proprio per proteggere il punto da cui sgorgava l’acqua. Una volta che si racconta questa storia non ci si dimentica più perché ci sia un buco nel tetto portico!

2. Le vespe

Scendendo dall’Acropoli e imboccando il Peripato, la via pedonale che gira intorno alla rocca, ad un certo punto arriverete al Teatro di Dioniso. Ad Atene vennero messe in scena le prime rappresentazioni teatrali e questo teatro fu il più importante nel mondo greco tra V e IV secolo a.C. E’ qui infatti che si tenevano i grandi agoni tragici ateniesi, le Grandi Dionisie, e gli agoni comici, le Lenee.

Mettendovi a sedere sulle sue gradinate dove immaginare di essere in mezzo a circa 15000 spettatori, in fremente attesa di vedere lo spettacolo. Una delle commedie che i bambini apprezzeranno sicuramente venne messe in scena nel teatro alle Lenee del 422 a.C. è “Le vespe” di Aristofane. Il protagonista si chiama Filocleone, un vecchio ateniese affetto dalla mania di partecipare ai processi. Il figlio, Bdelicleone (il cui nome potrebbe far ridere i bambini per diverso tempo) decide allora di rinchiuderlo in casa ma il vecchio cerca in ogni modo di fuggire. Per cercare di accontentare il padre Bdelicleone inscena un finto processo in casa, in cui l’imputato è un cane, colpevole di aver mangiato un pezzo di formaggio. Filocleone vuole condannare il cane ma, convinto dal figlio, alla fine lo assolve. Sconvolto dall’esito del processo, alla fine il vecchio decide di smetterla con la sua mania.

3. Centauri vs. Lapiti

In questa storia il re dei Lapiti Piritoo invitò alle sue nozze con Ippodamia anche i Centauri, creature della mitologia greca metà cavalli e metà uomini. Durante la festa però, i Centauri bevvero molto vino e si ubriacarono. Uno di essi, Euritione, cercò di aggredire la sposa e, subito dopo, anche gli altri Centauri aggredirono le donne degli altri Lapiti. Né seguì una grande lotta, a cui prese parte anche Teseo, leggendario re di Atene anche lui invitato alle nozze; alla fine i Lapiti riuscirono a vincere e a cacciare i Centauri.

Le immagini di questa mitica battaglia sono molto numerose nella storia dell’arte greca e si trovano raffigurate in moltissimi monumenti. Se ad esempio scendendo dall’Acropoli visitate l’Agora, le troverete sul fregio di uno dei lati del tempio di Efesto. Noi però non vi sveliamo quale: portate i bambini a cercare i Centauri intorno al tempio: i loro corpi metà cavallo e metà uomo sono inconfondibili anche quando non ben conservati e destano sempre un certo stupore. Se  poi andrete a visitare il museo dell’Acropoli e vedrete da vicino le metope con la Centauromachia del grande Fidia (la maggiorparte sono copie, gli originali sono al British Museum), saranno sicuramente i bambini a riconoscere Lapiti e Centauri.

4. Morosini e la distruzione del Partenone

Una delle domande che i bambini potrebbero fare spontaneamente è perché il Partenone, il grande tempio di Atena che si vede da ogni angolo della città, non sia arrivato integro fino ai giorni nostri.

Per rispondere a questa domanda, il luogo migliore dove andare è il colle di Filopappo, che si raggiunge con una breve passeggiata in salita da via Dionigi Areopagita, la grande strada pedonale che corre sotto l’Acropoli. Oltre che essere un luogo da cui si gode un meraviglioso panorama sulla città, il colle sembra essere stato nel 1687 il punto di partenza del colpo di cannone che distrusse il Partenone. La storia è questa: i veneziani, comandati da Francesco Morosini, stavano assediando l’Acropoli, all’epoca una vera e propria fortezza nelle mani dei turchi. Questi ultimi avevano deciso di custodire il loro arsenale bellico nell’edificio più resistente dell’Acropoli. Questo edificio era proprio il Partenone che, dopo la fine del culto pagano, era stato trasformato in chiesa e poi, con l’occupazione turca, in moschea ed era quindi in ottimo stato di conservazione. Almeno fino a quando, durante l’assedio, un colpo di mortaio veneziano riuscì ad entrare nell’edificio e far saltare in aria la polvere da sparo conservata all’interno. L’esplosione fu assordante e mandò in frantumi la parte centrale del tempio: il tetto e le pareti crollarono, e con essi anche parte del colonnato. Ironia della sorte, i veneziani conquistarono la città ma l’abbandonarono dopo soli sei mesi…

5. Demostene e i difetti di pronuncia

Scendendo dal Colle di Filopappo, invece che tornare verso l’Acropoli, si può risalire verso il colle della Pnice. Su questo colle, potete facilmente trovare una grande piattaforma in pietra con una scalinata intagliata. Questo era il luogo in cui si riuniva l’assemblea del popolo ateniese, uno degli organi più importanti della democrazia. La scalinata supporta una piattaforma, detta bema, da cui gli oratori declamavano i propri discorsi ai partecipanti. Uno dei più famosi oratori dell’Atene antica era Demostene. Lo scrittore Plutarco però ci racconta che al suo primo discorso davanti all’assemblea, Demostene fu deriso per il suo stile strano e rozzo, e impacciato da lunghe frasi. Aveva addirittura un difetto di pronuncia; come molte persone soffriva di rotacismo, cioè pronunciava L invece di R. Per questo era preso in giro, ma con un allenamento serrato e molto particolare riuscì a migliorare la sua dizione, le sue espressioni e i suoi gesti. Sempre Plutarco infatti ci racconta che Demostene si allenava in una stanza sotterranea tenendo in bocca dei sassolini e, per rafforzare la voce, parlava in riva al mare sovrastando il fragore delle onde. Che questi aneddoti siano veri o meno, Demostene riuscì comunque a diventare uno degli oratori e dei politici più importanti di Atene nel IV secolo a.C. e lo dobbiamo immaginare aver parlato numerose volte sulla Pnice.

Abbiamo concluso il nostro viaggio ad Atene in compagnia di alcune storie che sarebbe sempre bello raccontare o sentirsi raccontare visitando questi siti archeologici così ricchi di aneddoti e curiosità. Siamo convinti che piacciano sempre ai bambini ma anche agli adulti e che sia importante legare il ricordo della visita a un luogo particolare con una storia. Noi vi abbiamo proposto queste 5, ma ce ne sarebbero tantissime altre. Se avete voglia di raccontarne una voi scriveteci pure nei commenti!

 

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