Grandi libri per piccoli archeologi

Il bambino e lo scienziato

Giacomo è un bambino di dieci anni con una zazzera scomposta di capelli sulla testa e un grande terrore per la geometria. Si aggira solitario per la scogliera a picco sul mare della città in cui vive: Siracusa.

In estate il colore turchese dell’acqua del mare e l’oro della sabbia brillano ancora di più, quasi a rivaleggiare con il grigio dei palazzi che si stagliano tutto intorno.

Ma a Giacomo della bellezza pur desolante di quel paesaggio interessa davvero poco. Si sente triste e solo; tutti i suoi compagni sono fuori città per le vacanze, ma lui è costretto a restarci per via degli impegni di lavoro del suo papà e della sua mamma, che di mestiere fa la bibliotecaria.

Si guarda attorno sconsolato e l’unica cosa a cui riesce a pensare è che vorrebbe andarsene lontano, laddove ci sono luoghi magari più belli da scoprire e in cui vivere.

Poi però, un incontro inaspettato cambia la traiettoria dei suoi pensieri e come d’incanto trasforma una giornata – ed un’estate – malinconica in un giorno memorabile.

Lì sulla scogliera, in mezzo ai rifiuti e ai resti di un falò, una vecchia statua di un uomo barbuto e con uno strano oggetto rotondo in una mano all’improvviso si anima e comincia a parlargli. È Archimede di Siracusa, l’inventore, il matematico, il fisico, ed ha scelto proprio lui – che è un “bambino speciale” – per uscire dal suo silenzio ‘statuario’ e raccontare la sua storia.

Giacomo e Archimede sono i protagonisti del romanzo breve Archimede. Una vita geniale scritto da Giuseppina Norcia e illustrato da Giulia Cregut per la collana i ‘segnaSTORIA’ di VerbaVolant, una casa editrice indipendente piccola ma di qualità che, manco a farlo apposta, ha sede proprio a Siracusa, fuori dall’isola di Ortigia.

L’intero libro ruota attorno all’incontro tra Archimede e il bambino che, giorno dopo giorno, chiacchierata dopo chiacchierata, si trasforma in un legame forte e profondo che aiuta il giovane Giacomo a trovare dentro di sé quella sicurezza che un po’ gli manca, ma anche la capacità di guardare la città in cui abita con occhi diversi. È la storia dell’amicizia tra un uomo geniale e fuori dagli schemi e un bambino intelligente e curioso. Il primo dona al secondo la sua conoscenza e la sua saggezza, consapevole che potrebbero servirgli per affrontare al meglio i piccoli problemi della quotidianità; mentre il secondo offre al primo stupore e attenzione, quanto basta perché Archimede, a lungo dimenticato, torni a sentirsi vivo e amato.

Grazie ai racconti di Archimede, Giacomo compie uno straordinario viaggio nel tempo e nell’immaginazione, semplicemente stando seduto su uno scoglio di fronte al mare.

Le sue storie lo aiutano a scoprire una città ricca e famosa, governata da un sovrano illuminato, Ierone II, di cui il matematico era un fido consigliere e collaboratore.

Era la più bella e la più grande delle città greche, splendida a vedersi, da qualsiasi parte si arrivasse: si poteva giungere da nord, lungo una strada punteggiata di monumenti che immetteva in una porta gigantesca a sei entrate chiamata Esapilo, o da sud costeggiando l’immenso tempio di Zeus Olimpio, che vegliava come un padre sulla città.

Ma niente era più bello che giungervi dal mare: era quella la visione più emozionante, che mi toglieva il respiro ogni volta che tornavo a Siracusa dai miei viaggi.

Fu in quel clima pacifico e di prosperità che Archimede ebbe modo di dedicarsi in tutta tranquillità ai suoi studi e alle sue invenzioni: la leva, i galleggianti, il π greco e la geometria, l’osservazione degli astri e naturalmente gli specchi ustori, le macchine da guerra che furono da lui perfezionate ma che pur non bastarono ad evitare l’assedio romano di Siracusa. Giacomo è sorpreso dall’enorme facilità con cui lo scienziato riesce a rendergli comprensibili anche i principi più ostici della matematica o della geometria, semplicemente prendendo spunto da oggetti e situazioni comuni e mettendo a paragone i dilemmi matematici con quelli esistenziali.

“… La forza va pensata, Giacomo”.

“Che vuoi dire?”

“Ad esempio, se un peso viene diviso è più facile da sollevare. Diventa sopportabile”.

Giacomo drizzò le orecchie mentre Archimede continuava a parlare.

“Se pensi ai tuoi problemi tutti insieme non riesci a risolvere nemmeno uno, ma se li affronti uno alla volta, dividendo il loro peso, la vita diventa più semplice”.

Ma non è solo il suo sapere e la grande maestria con cui lo padroneggia a rendere Archimede speciale agli occhi di Giacomo, quanto la sua capacità di sentire e immedesimarsi nell’altro, percepire con estrema chiarezza i dubbi che attraversano la mente del bambino e incitarlo a non averne paura, a fidarsi dei suoi desideri e ad affidarsi all’infinito del cielo stellato, tutto ancora da esplorare.

È una storia delicata e preziosa quella scritta da Giuseppina Norcia, che trova il giusto contrappunto nei colori pastello delle tavole illustrate, con le figure dai tratti morbidi che destano simpatia al primo sguardo. C’è molto di più della mera rievocazione storica di una delle figure eccellenti della storia antica di Siracusa, amato e odiato da generazioni di studenti. Ci sono due differenti mondi a confronto: quello di un uomo, per giunta anziano, vissuto in un’epoca lontanissima, e quello fresco e spensierato di un bambino che si affaccia appena alla vita. E l’incontro tra questi due mondi, apparentemente inconciliabili, diventa il pretesto narrativo per affrontare temi che travalicano i confini delle nozioni storiche e strettamente scientifiche e abbracciano il campo sterminato delle relazioni umane intergenerazionali. Ma in fondo è anche un libro che parla di passato e di futuro e del ruolo che spetta alle giovani generazioni di farsi custodi della memoria storica e dei luoghi e monumenti in cui questa memoria materialmente si conserva. Il finale, sotto questo punto di vista, è illuminante.

Per i bambini appassionati di matematica e meno terrorizzati di Giacomo dalla geometria, ci sono inoltre, a fine libro, delle utili schede di approfondimento per conoscere più nei dettagli le scoperte e gli studi di Archimede e sperimentare qualcuna delle sue invenzioni.

Se poi a fine lettura, i vostri bambini fossero colti da un desiderio irrefrenabile di visitare Siracusa e i luoghi di Archimede, provate ad accontentarli, in fondo le vacanze sono vicine.

E noi di ArcheoKids abbiamo anche l’audioguida giusta per accompagnarvi alla scoperta del parco archeologico della Neapolis di Siracusa; è un’audioguida pensata appositamente per i bambini e i testi li abbiamo scritti noi, a dieci mani, per conto di Orpheo. E guarda caso – una simile coincidenza non potevamo immaginarla, ma forse gli dèi dell’Olimpo sì – protagonisti sono proprio un bambino, Archimede e una delle sue geniali scoperte: lo stomachion.

Eureka!

Archimede. Una vita geniale

Book Cover: Archimede.Una vita geniale
Editions:Paperback (Italian): € 13,47 EUR
Pages: 112

Giacomo è un bambino curioso e intelligente, ha un cespuglio di capelli sulla testa e una strana fobia: la geometria è il suo peggior nemico, o almeno così crede. In compenso ama le storie, in particolare quelle dell’antica Grecia e dei suoi eroi. Vive a Siracusa, la stessa città di Archimede, ma non immagina che un giorno potrà diventare suo amico: già, perché, di tanto in tanto, il grande scienziato dell’antichità interrompe il suo silenzio di secoli per narrare a un bambino “in cerca di ispirazione” la storia della sua vita e delle sue invenzioni. In un pomeriggio di fine estate, dunque, la statua del genio dimenticata in un quartiere di periferia si anima magicamente davanti a Giacomo; e il principio delle leve, la sfera, il p greco, la coclea smettono così di essere concetti astratti e nozioni da imparare ma prendono vita attraverso i suoi racconti di viaggi, battaglie e disvelamenti, di una Siracusa ormai scomparsa ma che mantiene intatto il proprio fascino. Uno sguardo al quotidiano e uno all’infinito, uno ai numeri e uno alle stelle, questo è il messaggio che Archimede affida a Giacomo, insieme a tanti altri che scoprirà lui stesso… per gridare a sua volta “Eureka”!

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Publisher: VerbaVolant
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