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Cosa fa l’archeologo?

Laura Danile, archeologa e guida turistica, vive ad Agrigento dove collabora con l’Università di Palermo e con il Parco Valle dei Templi per attività di scavo, ricerca e fruizione. Fa parte del gruppo che tre anni fa ha creato il progetto ‘La Valle dei Templi dei Piccoli’, voluto dal Parco Archeologico e paesaggistico Valle dei Templi di Agrigento e rivolto sia alle scuole che alle famiglie con bambini. Il progetto coinvolge archeologi professionisti e un esperto di didattica museale e ha riscontrato sinora un enorme successo. Qui il racconto di una giornata tipo al parco con le scolaresche.


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Cosa fa l’archeologo? È la domanda con la quale inizia ogni nuovo giorno il nostro incontro con le classi dei bambini a Valle dei Piccoli, ad Agrigento.

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La prima parte della risposta è sempre “Scava!”, solo che poi inizia la confusione e si accavallano dinosauri, fossili, oggetti antichi, reperti archeologici, templi…. e da lì parte tutto.

Un archeologo racconta del suo lavoro, spiega che non ha mai trovato un dinosauro in vita sua e che se lo trovasse dovrebbe chiedere aiuto al Paleontologo, confessa che non capisce nulla di fossili ma che il suo lavoro è molto simile a quello di un detective, che indaga, raccoglie indizi per ricostruire la storia… la storia dei nostri antenati, la storia di chi ha abitato Akragas centinaia di anni prima di noi… la storia dei Greci.

 

I bimbi ascoltano affascinati, osservando ciò che resta di quel tempo: i templi, gli altari, le mura di fortificazione di Akragas, i giganti del tempio di Zeus, le monete con il granchio e girando per l’area archeologica iniziano a capire di cosa parliamo e a diventare complici del nostro gioco che propone un viaggio a ritroso nel tempo alla ricerca delle tracce degli antichi.

Subito dopo si raggiunge l’area di scavo, ordinata, quadrettata, con tutti gli strumenti del mestiere, grandi o piccoli a seconda del tipo di lavoro da svolgere.

Ci si divide in piccoli gruppi e si comincia a scavare!

 

A questo punto l’entusiasmo e l’emozione della scoperta li trasformano in lavoratori instancabili e appena inizia ad affiorare qualche oggetto dalla terra, si sentono grida di gioia e si vedono volti soddisfatti. Anfore da trasporto, piatti figurati, piccoli unguentari e addirittura una tomba di un guerriero con la sua lancia e di una donna con i suoi gioielli scatenano emozioni fortissime.

 

Il lavoro si fa delicato, si deve redigere la documentazione, serve l’attrezzatura fotografica e poi l’aiuto degli archeologi per compilare le schede e raccogliere attentamente tutti i reperti in una cassetta. Le carriole si riempiono di terra in pochissimo tempo, ed è subito ora di entrare nel laboratorio di restauro.

 

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Un altro luogo affascinante, stracolmo di cassette piene di reperti, ricco di oggetti strani di libri. Libri??? Sì perché lo scopo del lavoro dell’archeologo è interrogare gli oggetti come se fossero dei testimoni, e per far questo bisogna leggere molto e studiare tanto.

Ogni giorno i bambini tornano a casa con il ricordo di un’esperienza bellissima e il desiderio di tornare nell’area archeologica per raccontare quello che hanno imparato a mamma e papà, ai fratelli, agli amici.

Il nostro compito è concluso e ci prepariamo per l’indomani, sicuri di svolgere un lavoro bellissimo.

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